Social Freezing: cos'è, come funziona, vantaggi, rischi, chi può

Social Freezing: cosa sapere sulla crioconservazione degli ovociti

Il social freezing, anche conosciuto come crioconservazione degli ovociti, è una pratica che consente alle donne di conservare i propri ovociti (gameti femminili) in giovane età, per utilizzarli in futuro se e quando decideranno di avere figli senza doversi preoccupare della normale e fisiologica perdita di fertilità. Questa procedura offre molteplici opportunità e soluzioni per donne che desiderano ritardare la maternità per vari motivi. Ecco ciò che occorre sapere sull’argomento.

Cos’è il social freezing?

Il social freezing è una tecnica medica di conservazione della fertilità che consiste nella raccolta, nella maturazione e nella crioconservazione degli ovociti femminili per un loro utilizzo futuro. In altre parole, questo processo consente alle donne di congelare i propri ovociti in giovane età, e dunque nel pieno del periodo fertile della vita, per poi utilizzarli in seguito davanti a un eventuale desiderio di gravidanza. In questo modo le donne possono ampliare liberamente la finestra temporale nella quale poter decidere di avere figli.

Come funziona il social freezing?

Il processo di social freezing prevede generalmente diverse fasi, tutte essenziali per una pratica corretta e sicura.

Valutazione iniziale

Il primo passo nel processo di social freezing è una valutazione iniziale condotta da un medico specializzato. Durante questa fase, la donna è chiamata ad analizzare con il medico gli obiettivi riproduttivi, la propria storia clinica, lo stato di salute generale e qualsiasi preoccupazione o questione specifica legata appunto alla fertilità. È infatti importantissimo poter prendere una decisione consapevole avendo tutte le informazioni necessarie.

Questo incontro serve anche a chiarire eventuali dubbi sulla procedura e a stabilire se il social freezing possa essere la scelta giusta per la paziente. In questa fase vengono prescritti degli esami diagnostici preliminari, tra cui anche il dosaggio ormonale per la valutazione della riserva ovarica della donna. Così come un’ecografia trans vaginale per il conteggio dei follicoli antrali e la misurazione della volumetria ovarica.

Stimolazione ovarica

Se il social freezing risulta la soluzione più adatta alle esigenze della paziente, inizia la fase di stimolazione ovarica. Questa fase prevede l’utilizzo di farmaci ormonali prescritti dal medico, somministrati per via iniettiva, che stimolano i follicoli ovarici a produrre più ovociti rispetto a quanto farebbero normalmente in un ciclo mestruale naturale.

La stimolazione ovarica dura generalmente da 8 a 14 giorni, durante i quali la paziente deve seguire attentamente le istruzioni del medico e sottoporsi a controlli regolari per monitorare la risposta ovarica.

Monitoraggio

Come accennato, durante il periodo di stimolazione ovarica, la paziente deve essere monitorata attraverso ecografie transvaginali e analisi del sangue per valutare la crescita e lo sviluppo dei follicoli ovarici. Questo monitoraggio è essenziale per determinare il momento ottimale per la raccolta degli ovociti e per regolare eventualmente la dose dei farmaci utilizzati per la stimolazione ovarica.

Raccolta degli ovociti

Quando gli ovociti raggiungono una dimensione ottimale, si procede alla loro raccolta. Questo avviene attraverso un breve intervento chirurgico chiamato “puntura follicolare” o “aspirazione follicolare”. Durante questa procedura, la paziente viene sottoposta a un’anestesia leggera o sedazione e un ago sottile viene inserito attraverso la parete vaginale per aspirare gli ovociti dai follicoli ovarici. Questo piccolo intervento è generalmente indolore e dura circa 15-30 minuti.

Vitrificazione degli ovociti

Dopo essere stati raccolti, gli ovociti vengono immediatamente trasferiti in laboratorio, dove vengono sottoposti al processo di crioconservazione. La tecnica più comunemente utilizzata per il “congelamento” degli ovociti è la vitrificazione, che prevede il rapido raffreddamento degli ovociti a temperature estremamente basse utilizzando una soluzione crioprotettiva. Questo impedisce la formazione di cristalli di ghiaccio all’interno delle cellule, che potrebbero danneggiarle durante il processo di congelamento e scongelamento.

Crioconservazione degli ovociti

Una volta crioconservati, gli ovociti vengono immagazzinati in azoto liquido a temperature di -196°C. In questo stato, gli ovociti possono essere conservati per lunghi periodi senza subire danni. Il periodo di conservazione degli ovociti può variare a seconda delle leggi locali e delle politiche della struttura di conservazione della fertilità, ma in molti casi gli ovociti possono essere conservati anche per diversi anni senza perdita significativa di qualità.

Come avviene poi la procreazione medicalmente assistita?

Dopo aver congelato gli ovociti, nel momento in cui arriva il desiderio di una gravidanza, nel caso in cui non si riesca a concepire in modo spontaneo è possibile ricorrere alle procedure di procreazione medicalmente assistita utilizzando appunto gli ovociti congelati in passato attraverso una tecnica chiamata fecondazione in vitro (FIV).

Prima di essere utilizzati, gli ovociti crioconservati devono essere scongelati. Questo processo avviene in laboratorio e richiede una procedura controllata per garantire che gli ovociti sopravvivano al processo di scongelamento e siano pronti per la fecondazione.

Nel frattempo, viene preparato il campione di sperma del partner, del quale devono essere isolati gli spermatozoi di alta qualità da utilizzare per la fecondazione degli ovociti. Una volta scongelati gli ovociti e preparato il campione di sperma, viene eseguita la fecondazione in vitro. Questo processo prevede la combinazione degli ovociti e degli spermatozoi in una piastra di coltura in laboratorio. A questo punto gli spermatozoi fecondano gli ovociti, dando inizio allo sviluppo degli embrioni.

Gli embrioni risultanti dalla fecondazione vengono coltivati in laboratorio per alcuni giorni, solitamente da 3 a 5. Durante questo periodo, gli embrioni vengono monitorati attentamente per valutare la loro crescita e lo sviluppo cellulare.

Dopo aver raggiunto uno stadio di sviluppo adeguato, uno o più embrioni di alta qualità vengono selezionati per il trasferimento nell’utero della paziente. Questo avviene attraverso un breve intervento chirurgico in cui uno o più embrioni vengono inseriti nell’utero utilizzando un piccolo catetere. Questo processo è generalmente indolore e non richiede anestesia.

Dopo il trasferimento degli embrioni, la paziente viene monitorata per verificare l’effettivo successo del procedimento e il conseguente inizio di una gravidanza. Se la gravidanza ha successo, la paziente viene poi seguita da un medico per il monitoraggio della gravidanza e la gestione della salute materna e fetale.

Perché ricorrere al social freezing?

I motivi per cui molte donne decidono di ricorrere al social freezing possono essere molteplici. Tra i più comuni troviamo i seguenti:

  • carriera e istruzione: molte donne scelgono di congelare gli ovociti durante la giovinezza per potersi concentrare sulla carriera o sugli studi senza preoccuparsi della propria fertilità e della possibilità che questa possa venire meno nel corso degli anni. E, di conseguenza, poter decidere di avere figli nel momento in cui lo riterranno opportuno;
  • aspetti relazionali: alcune donne potrebbero non avere un partner stabile nel momento in cui la loro fertilità è ai massimi livelli, ma desiderare comunque di avere figli in futuro. Il social freezing offre loro la possibilità di conservare gli ovociti e di concepire in un secondo momento, in presenza del partner giusto o al momento che ritengono più adatto;
  • motivi medici: le donne che devono affrontare trattamenti medici che possono compromettere la loro fertilità, come la chemioterapia o la radioterapia, possono scegliere di congelare gli ovociti prima di iniziare il trattamento. Questo permette loro di preservare le loro opzioni di fertilità e di avere la possibilità di avere figli biologici in futuro;
  • diminuzione della fertilità: con l’avanzare dell’età, la fertilità delle donne diminuisce e il rischio di complicazioni durante la gravidanza aumenta. Il social freezing offre alle donne la possibilità di preservare la loro fertilità quando sono più giovani e i loro ovociti sono di migliore qualità, permettendo loro di posticipare la gravidanza senza compromettere le possibilità di concepimento.

Successo e sicurezza della crioconservazione degli ovociti

È importante sottolineare che anche se il social freezing offre la possibilità di conservare gli ovociti e, di conseguenza, le proprie possibilità di concepimento, non garantisce il successo della gravidanza in futuro. I tassi di successo dipendono da vari fattori, inclusa l’età della donna al momento del congelamento degli ovociti, la qualità degli ovociti stessi e l’età della donna nel momento in cui deciderà di utilizzare gli ovociti congelati. Per ottenere risultati migliori è consigliabile procedere alla crioconservazione entro i 35 anni.

Le donne più giovani tendono ad avere una maggiore probabilità di successo, poiché gli ovociti sono di migliore qualità. Di conseguenza, ovociti di alta qualità hanno una maggiore probabilità di sopravvivenza al processo di congelamento e scongelamento, nonché di svilupparsi in embrioni sani durante la fertilizzazione in vitro.

Anche la quantità di ovociti può fare la differenza, poiché come indicato anche in una ricerca di Fondazione VeronesiSecondo i dati attuali con 24 ovociti si ha un indice del successo totale di procreazione di oltre il 90%, e dell’85.2% per 10-15 ovociti utilizzati – se questi sono stati prelevati e conservati prima dei 35 anni di età. La conservazione di 10 ovociti offre una probabilità di una nascita per ogni ovocita del 60.5% per le donne sotto i 35 anni, ma di solo il 29.7% per quelle oltre i 35 anni”.

Dal punto di vista della sicurezza, le tecniche di crioconservazione degli ovociti sono diventate sempre più avanzate e affidabili nel corso degli anni, riducendo il rischio di danni agli ovociti durante il processo. E anche per la donna risulta essere un trattamento sicuro purché effettuato da medici competenti e specializzati.

Oltre a questo, occorre poi sottolineare eventuali rischi (comunque molto bassi) legati all’anestesia e alle procedure chirurgiche che devono essere attentamente valutati e gestiti dal team medico. Così come il rischio di iperstimolazione ovarica, ovvero una condizione in cui gli ovarici si ingrossano e possono causare disagio o complicazioni. Tuttavia, questo rischio è generalmente basso e può essere ridotto con un monitoraggio regolare durante il trattamento.

Vantaggi del social freezing

Il processo di social freezing è indubbiamente vantaggioso per la vita di molte donne. Questo soprattutto dal punto di vista della flessibilità e della libertà, poiché offre alle donne una maggiore flessibilità nel pianificare la propria famiglia, consentendo loro di concentrarsi sul raggiungimento dei propri obiettivi personali e professionali senza dover preoccuparsi della diminuzione della fertilità dovuta all’età.

Quanto costa il social freezing?

Purtroppo, tra le considerazioni da fare nell’approcciarsi al social freezing ci sono i costi elevati di questa pratica, che potrebbero portarla a non essere accessibile a tutte le donne. Il costo può variare considerevolmente in base a diversi fattori, inclusi il luogo geografico di riferimento, il centro di fertilità scelto, la tecnica di crioconservazione utilizzata e la copertura assicurativa.

Durante la fase di stimolazione ovarica e monitoraggio, il trattamento prevede l’uso di farmaci e un monitoraggio regolare delle condizioni. Il costo di questa fase varia a seconda della durata del trattamento e della quantità di farmaci utilizzati.

Il costo dell’intervento chirurgico per la raccolta degli ovociti, invece, può variare da circa 1.000 a 3.000 euro, a seconda del centro medico e della regione. Infine, la crioconservazione degli ovociti comporta un costo iniziale per il processo di congelamento degli ovociti e un costo annuale per il mantenimento degli ovociti conservati in azoto liquido. I costi iniziali possono variare da 1.000 a 3.000 euro, mentre i costi annuali di stoccaggio possono essere di alcune centinaia di euro fino a qualche migliaio di euro all’anno.

A tutto questo potrebbe essere necessario aggiungere anche il costo di eventuali analisi e test di laboratorio aggiuntivi durante il processo di social freezing, come test genetici o analisi della qualità degli ovociti. I costi di questi test possono variare a seconda delle necessità specifiche della paziente.

È importante sapere anche che alcuni centri di fertilità offrono piani di pagamento flessibili o opzioni di finanziamento per aiutare i pazienti a gestire i costi, inoltre è importante verificare se la propria assicurazione sanitaria copre parte dei costi associati al social freezing e quali servizi sono inclusi nella copertura.

A chi rivolgersi per il social freezing

Per la crioconservazione pianificata degli ovociti, è consigliabile rivolgersi a ginecologi specializzati nel trattamento dei problemi di fertilità che offrono servizi di social freezing presso i loro studi medici. In alternativa è possibile considerare centri e cliniche specializzate nella diagnosi e nel trattamento dei problemi di fertilità. Questi centri dispongono di personale altamente qualificato che può guidare i pazienti attraverso il processo di crioconservazione degli ovociti in modo sicuro ed efficace.

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