Menopausa: quando e perchè fare una visita dal ginecologo

Quando andare dal ginecologo in menopausa?

La menopausa è una fase naturale e inevitabile della vita di una donna, ma è fondamentale affrontarla con consapevolezza e cura per poterla vivere in maniera serena e salutare. Vediamo quindi quando è consigliato andare dalla ginecologa durante la menopausa per una valutazione, per fare controlli e accertamenti, e per imparare a gestire correttamente questa fase della vita.

Premenopausa e ginecologo

La premenopausa è la fase che precede la menopausa e rappresenta un periodo di transizione che porta spesso cambiamenti ormonali e fisici nel corpo di una donna; per questo è importante essere seguite da un ginecologo anche in questa fase. Quest’ultima può iniziare diversi anni prima della menopausa effettiva e può variare notevolmente da persona a persona.

Come si fa a capire se si è in premenopausa?

Durante questo periodo, i livelli degli ormoni riproduttivi, in particolare estrogeni e progesterone, iniziano a fluttuare. Queste fluttuazioni possono portare a vari sintomi, come alterazioni del ciclo mestruale, aumento della sensazione di calore (vampate di calore) secchezza vaginale, insonnia, stanchezza e talvolta alterazioni dell’umore. E proprio questi sintomi sono in genere i primi campanelli di allarme della premenopausa.

Che esami fare per capire se si è in premenopausa?

Per valutare in maniera concreta il proprio stato ormonale è sempre consigliabile sottoporsi a controlli regolari dal ginecologo. Per ciò che riguarda nello specifico la premenopausa è consigliabile sottoporsi a vari esami e controlli medici che aiutino a valutare i livelli ormonali, i cambiamenti del corpo e la salute generale. Tra questi:

  •  valutazione di eventuali sintomi;
  • esami del sangue;
  • esami del profilo ormonale;
  • esame pelvico;
  • ispezione degli organi genitali,
  • ecografia pelvica transvaginale.

Menopausa e visite ginecologiche

La menopausa è generalmente diagnosticata quando una donna cessa di avere il ciclo mestruale per almeno 12 mesi consecutivi (spesso tra i 48 e i 52 anni, anche se variabile da donna a donna). Tuttavia, i sintomi iniziali possono manifestarsi diversamente per ogni donna. Alcuni segnali comuni includono vampate di calore, alterazioni dell’umore, insonnia, irritabilità, secchezza vaginale, incontinenza urinaria, cambiamenti nel desiderio sessuale, atrofia vulvo-vaginale e, talvolta, prolasso vescicale-uterino-rettale.

Quando si entra in menopausa si deve andare dal ginecologo?

Molte donne si chiedono quando sia il momento giusto per consultare il ginecologo durante la menopausa. In realtà, è consigliabile cercare l’assistenza del medico non appena si iniziano a percepire i primi segnali della menopausa. Questo approccio precoce consente al ginecologo di valutare la situazione in modo accurato e di sviluppare un piano personalizzato per affrontare i sintomi in modo efficace.

Da una visita ginecologica si vede se sei in menopausa?

Una visita ginecologica può fornire importanti informazioni sulla presenza o meno della menopausa, ma la diagnosi di menopausa solitamente non si basa solo sulla visita fisica. Durante una visita ginecologica, il medico può infatti eseguire diverse valutazioni e chiedere informazioni sulla storia clinica della paziente. Alcuni degli aspetti della visita che possono essere rilevanti includono:

  • anamnesi (informazioni sulla storia clinica, inclusi dettagli sui cicli mestruali, sintomi riscontrati, eventuali problemi ginecologici passati e terapie attuali);
  • esame pelvico (il medico valuta la salute dell’utero, delle ovaie e della vagina. Se sono presenti segni di atrofia vaginale o cambiamenti legati alla menopausa, possono essere rilevati durante l’esame);
  • valutazione dei sintomi.

Tuttavia, per una diagnosi più precisa della menopausa, è spesso necessario eseguire ulteriori test, come esami del sangue per misurare i livelli ormonali. Ad esempio, la misurazione dei livelli di FSH (Follicle-Stimulating Hormone) nel sangue può essere utile, poiché i livelli di FSH tendono ad aumentare proprio durante la menopausa.

Cosa bisogna fare quando si entra in menopausa?

Quando si entra in menopausa la prima cosa da fare è dunque consultare il proprio ginecologo per valutare la situazione e fare esami specifici di controllo. Accanto a questo occorre continuare regolarmente con gli esami di screening, cercare di adottare uno stile di vita salutare con dieta equilibrata ed esercizio fisico regolare, prestare attenzione al peso corporeo e affrontare i sintomi tipici della menopausa con il supporto del professionista.

Che controlli fare in menopausa?

Nel momento in cui si entra in menopausa, e più in generale tra i 40 e i 60 anni, è molto importante fare alcuni controlli e accertamenti specifici come i seguenti:

  • visita ginecologica generale, esame pelvico ed ecografia transvaginale;
  • HPV- DNA test e pap-test;
  •  esame del pavimento pelvico;
  • esami del sangue: per misurare i livelli di ormoni, come l’estrogeno e il progesterone, e valutare altri valori importanti come colesterolemia, trigliceridemia, glicemia, emocromocitometrico, creatinina e transaminasi.
  •  densitometria ossea (MOC);
  • ricerca del sangue occulto nelle feci;
  • visita senologica;
  • mammografia;
  • radiografia al torace;
  • visita cardiologica,
  • controllo della tiroide;
  • controllo della pressione arteriosa;
  • visita dermatologica;
  • visita oculista.

Ogni quanto fare una visita ginecologica in menopausa?

La frequenza delle visite ginecologiche durante la menopausa può variare in base alla salute generale della donna, alla presenza di sintomi specifici e alla propria storia clinica. Tuttavia, in generale, è consigliabile portare avanti visite ginecologiche regolari per garantire un corretto monitoraggio della salute ginecologica e affrontare eventuali questioni specifiche legate a questa fase della vita.

Prima dell’inizio effettivo della menopausa, è consigliabile continuare le visite ginecologiche annuali o secondo le raccomandazioni specifiche del medico. Queste visite permettono di monitorare la salute riproduttiva, eseguire screening per il cancro cervicale e discutere di eventuali sintomi o preoccupazioni.

Successivamente, durante la menopausa, la frequenza delle visite può essere discussa con il medico in base alle esigenze individuali. In genere, molte donne scelgono di continuare le visite annuali, mentre in alcuni casi il medico può consigliare intervalli di tempo differenti.

Ad ogni modo, se si sperimentano sintomi significativi o problemi specifici e magari fastidiosi potrebbe essere necessario un monitoraggio più frequente.

Fondamentale, poi, eseguire tutte le visite necessarie per gli esami di screening. Il medico valuta la necessità di tali test in base alla storia clinica e alle raccomandazioni degli esperti.

È importante ricordare, infine, che le esigenze di ogni donna possono essere differenti, e il proprio ginecologo è quindi l’unico in grado di fornire consigli personalizzati sulla frequenza delle visite ginecologiche in base alla salute e alle necessità specifiche della paziente. La comunicazione aperta con il medico è fondamentale per garantire una gestione adeguata della salute durante la menopausa.

Fino a che età fare visita ginecologica?

Non c’è una “età limite” per fare visite ginecologiche. La decisione di continuare le visite e la frequenza delle stesse dovrebbero essere discusse con il medico in base alle esigenze individuali della donna. Una visita ginecologica a 70 anni non è certo meno importante di una visita ginecologica a 40, soprattutto se si sperimentano sintomi o disturbi particolari.

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