Dolori al basso ventre? Scopri tutte le cause e i migliori rimedi

Dolori al basso ventre: cause, sintomi e trattamenti

Tra i disturbi più comuni e diffusi tra la popolazione, in particolare quella femmiile, rientrano i dolori al basso ventre, conosciuti anche come dolori pelvici.

Cosa sono i dolori al basso ventre?

I dolori al basso ventre consistono in un sintomo, scaturito da diverse condizioni di natura fisiologica o patologica. Nello specifico, questi tipi di dolori indicano l’insieme degli stimoli dolorosi che coinvolgono la parte inferiore dell’addome che comprende anche il bacino e che si localizza tra l’ombelico e la zona genitale.

I dolori al basso ventre colpiscono principalmente le donne poiché, nella maggior parte dei casi, sono collegati a disturbi o patologie di natura ginecologica; tuttavia, possono interessare anche soggetti maschili, in relazione a patologie del tratto urinario o della zona genitale.

Quante tipologie di dolori al basso ventre esistono?

I dolori al basso ventre, o dolori pelvici, possono essere distinti in base a localizzazione, durata e intensità:

  • localizzazione dei dolori al basso ventre: in base al fattore scatenante, possono localizzarsi al centro della parte inferiore dell’addome, sul lato destro oppure su quello sinistro;
  • durata dei dolori al basso ventre: possono manifestarsi come dolori acuti, dolori cronici (persistono oltre i 6 mesi) o dolori ciclici (si ripetono nel corso del tempo);
  • intensità dei dolori al basso ventre: possono manifestarsi come disturbi sordi oppure crampiformi.

L’intensità dei dolori al basso ventre è variabile ed estremamente soggettiva, quindi può essere più o meno elevata in base alla sensibilità dell’individuo colpito.

Quali sono le cause dei dolori al basso ventre?

Come accennato inizialmente, le cause all’origine dei dolori al basso ventre possono essere fisiologiche o patologiche e, in genere, coinvolgono l’apparato riproduttivo, le vie urinarie e l’apparato gastrointestinale femminili.

Dolori al basso ventre collegati all’apparato riproduttivo femminile e alla gravidanza

I dolori al basso ventre che interessano l’apparato riproduttivo femminile possono avere natura fisiologica (quindi derivano da condizioni normali), oppure natura patologica (sono sintomo di malattie in corso).

Cause fisiologiche:

  • mestruazioni: sono spesso causa di dolori al basso ventre e mal di schiena;
  • ovulazione: causa dolori al basso ventre localizzati a destra o a sinistra, in base cioè all’ovaio da cui si libera la cellula uovo matura;
  • inizio della gravidanza: nel I trimestre della gravidanza è assolutamente normale avvertire dolori di tipo crampiforme al basso ventre, dato che sono causati dalla crescita dell’utero che si prepara ad accogliere il feto;
  • contrazioni preparatorie: si verificano dal III trimestre di gravidanza in poi, in particolare in prossimità del parto, e sono molto simili a quelli provocati dalle mestruazioni.

Cause patologiche:

  • malattia infiammatoria pelvica;
  • gravidanza ectopica: consiste nell’impianto dell’embrione al di fuori della cavità uterina;
  • aborto spontaneo;
  • endometriosi: patologia caratterizzata proprio da dolori al basso ventre di tipo cronico;
  • cisti ovarica: causa dolori al basso ventre quando è di grandi dimensioni o quando si rompe. Può provocarli anche in occasione dei rapporti sessuali;
  • prolasso dell’utero;
  • torsione ovarica;
  • fibromi uterini: consistono in tumori benigni che, però, possono causare dolori pelvici;
  • infezioni dell’apparato genitale femminile;
  • tumori maligni dell’apparato riproduttivo femminile.

Sintomi associati

Quando si ha a che fare con dolori al basso ventre causati da fattori ginecologici di natura fisiologica possono manifestarsi anche:

  • mal di schiena;
  • nausea;
  • irritabilità;
  • aumento del volume del seno;
  • dolore al fianco;
  • aumento del desiderio sessuale;
  • vomito;
  • stanchezza;
  • sbalzi d’umore.

Quando, invece, i dolori pelvici derivano da cause patologiche si possono essere accompagnati da:

  • sanguinamenti vaginali anomali;
  • dolore durante i rapporti sessuali;
  • menorragia (perdite mestruali particolarmente abbondanti o prolungate);
  • metrorragia (sanguinamento uterino anomalo che si verifica tra due mestruazioni consecutive, oppure in un periodo in cui non dovrebbero esservi flussi mestruali);
  • menometrorragia (un’eccessiva perdita di sangue dall’utero che può essere associata alle mestruazioni o presentarsi in altri periodi del ciclo);
  • riduzione del desiderio sessuale.

Dolori al basso ventre collegati all’apparato gastrointestinale

In alcuni casi, i dolori pelvici possono essere connessi a disturbi o patologie a carico dell’apparato gastrointestinale, come:

  • occlusione intestinale;
  • sindrome del colon irritabile;
  • stitichezza;
  • diverticolite;
  • malattie infiammatorie intestinali;
  • appendicite;
  • perforazione intestinale;
  • infezioni intestinali.

Sintomi associati

Quando i dolori al basso ventre sono causati da disturbi dell’apparato gastrointestinale possono associarsi ad altri sintomi:

  • gonfiore addominale;
  • meteorismo;
  • flatulenza;
  • nausea;
  • vomito;
  • sangue nelle feci;
  • crampi addominali;
  • muco nelle feci.

Dolori al basso ventre collegati alle vie urinarie

I dolori pelvici possono essere sintomo di un disturbo a carico del tratto urinario o dei reni, in particolare:

  • coliche renali: si manifestano quando un calcolo renale impedisce il passaggio dell’urina;
  • pielonefrite: malattia infiammatoria, acuta o cronica, di origine batterica che interessa reni e pelvi;
  • cistite: infezione della mucosa vescicale provocata, in genere, da batteri;
  • tumori maligni del tratto urinario.

Sintomi associati

Nei casi in cui i dolori al basso ventre siano riconducibili a patologie delle vie urinarie, allora possono manifestarsi anche i seguenti sintomi:

  • disuria (difficoltà e dolore durante la minzione)
  • ematuria (sangue nelle urine);
  • bruciore durante la minzione;
  • dolori alla zona lombare.

Altre possibili cause dei dolori al basso ventre

Oltre alle cause finora elencate, esistono ulteriori fattori che possono provocare dolori pelvici. I più comuni sono:

  • ernia inguinale;
  • malattie a trasmissione sessuale (gonorrea e clamidia in primis);
  • aderenze addominali;
  • peritonite;
  • ansia e stress;
  • stiramenti muscolari e/o traumi;
  • assunzione di farmaci che, tra gli effetti collaterali, comportano anche dolori addominali.

Altri sintomi associati

Tra gli altri sintomi che possono manifestarsi contemporaneamente ai dolori al basso ventre rientrano anche:

  • febbre;
  • ematemesi (vomitare sangue);
  • malessere generale.

Quando preoccuparsi per i dolori al basso ventre?

Nella maggior parte dei casi i dolori pelvici non devono causare alcuna preoccupazione, dato che si rivelano quasi sempre temporanei e passeggeri. In altre situazioni, però, potrebbero essere il campanello di allarme di patologie ben precise, più o meno gravi, e richiedono quindi un approfondimento medico accurato.

In particolare, è consigliato prestare attenzione ai dolori al basso ventre nei seguenti casi:

  • quando i dolori pelvici compaiono all’improvviso e senza causa apparente;
  • quando il dolore è molto intenso e non diminuisce;
  • quando il dolore è accompagnato da altri sintomi sospetti, come febbre alta, difficoltà a urinare, sangue nel vomito o nelle feci, perdite di sangue durante la gravidanza, ecc).

In tutte queste situazioni è opportuno consultare il medico il prima possibile, in modo da risalire alla causa del dolore pelvico e dei sintomi associati e trovare il trattamento più idoneo ed efficace.

Quali sono le cure per i dolori al basso ventre?

I dolori pelvici, come sottolineato, non sono altro che il sintomo di un disturbo e/o di una patologia; di conseguenza, le cure e i trattamenti sono destinati alla causa scatenante, con l’obiettivo di risolverla in modo permanente.

Le cause all’origine dei dolori al basso ventre sono davvero numerose, il che implica necessariamente l’intervento medico per ottenere una diagnosi certa e, successivamente, una terapia adeguata.

Tra i vari approcci terapeutici che si possono adottare in presenza di dolori al basso ventre rientrano:

  • trattamento farmacologico: il medico può prescrivere terapie per il dolore a base di farmaci antispastici e antinfiammatori non steroidei (FANS), oppure terapie ormonali per il trattamento di condizioni fisiologiche o patologiche dell’apparato riproduttivo femminile;
  • trattamento psicologico/psichiatrico: è indicato nei casi in cui il dolore pelvico sia una somatizzazione di ansia, stress, depressione e altri disturbi di natura psicologica;
  • trattamento chirurgico: si rivela indispensabile quando il dolore pelvico è causato da fibromi uterini, cisti ovariche, aderenze o altri fattori di natura patologica non trattabili con i farmaci.

In ogni caso, a prescindere dalla causa scatenante, è consigliato migliorare sempre e comunque il proprio stile di vita: seguire una dieta sana ed equilibrata, smettere di fumare, limitare il consumo di alcol e praticare una regolare attività fisica sono tutte azioni che favoriscono il benessere generale e aiutano a trovare sollievo dal dolore pelvico.

Dolori al basso ventre sinistro: cause e rimedi

Il dolore al basso ventre localizzato al fianco sinistro è un sintomo piuttosto comune, che può interessare indistintamente uomini e donne. Di solito è collegato a condizioni che non devono destare preoccupazione, come meteorismo, aerofagia o sovraccarico dei muscoli addominali; più raramente, invece, può essere associato a problemi più seri come:

  • appendicite;
  • colica renale/calcoli renali;
  • sindrome del colon irritabile;
  • pielonefrite;
  • morbo di Crohn;
  • occlusione intestinale;
  • patologie ginecologiche.

Per capire la natura del dolore al basso ventre sinistro si può prestare attenzione a eventuali ulteriori sintomi correlati, come:

  • nausea;
  • vomito;
  • sangue nelle feci;
  • inappetenza;
  • persistenza del dolore nonostante il riposo;
  • comparsa improvvisa e acuta del dolore.

Di conseguenza, il trattamento terapeutico dipende dalla causa scatenante: nei casi più banali può essere sufficiente il riposo, mentre nelle situazioni più complesse è opportuno rivolgersi al medico per l’eventuale prescrizione di terapie comportamentali e/o farmacologiche.

Dolori al basso ventre dopo un rapporto sessuale: cause e rimedi

Avvertire un dolore al basso ventre a seguito di un rapporto sessuale può essere la conseguenza di cause diverse, che possono essere comuni o indicare una patologia più grave.

Generalmente, i dolori al basso ventre post-rapporto sessuale colpiscono principalmente le donne, mentre gli uomini possono avvertire disturbi a livello genitale, e indicano un problema a carico della zona pelvica, dove si localizzano gli organi riproduttivi. Le patologie più comuni comprendono:

  • secchezza vaginale: si può rimediare in modo semplice e non invasivo, applicando per esempio creme appositamente formulate;
  • cisti ovariche: piuttosto comuni tra le donne, di solito sono asintomatiche e regrediscono autonomamente ma, in alcuni casi, possono provocare un dolore sordo e acuto nell’addome inferiore, che può amplificarsi in occasione dei rapporti sessuali;
  • malattie infiammatorie pelviche: rientrano tra le cause più gravi e sono causate da malattie a trasmissione sessuale non adeguatamente trattate;
  • infezione delle mucose: in primis la candida, provoca dolore e bruciore al basso ventre e ha origine, di solito, dalla condivisione di asciugamani e indumenti intimi precedentemente utilizzati da persone infette;
  • fibromi: sono formazioni anomale di natura benigna che si sviluppano nell’utero, provocando dolore al basso ventre, mestruazioni abbondanti, stipsi e difficoltà nel restare incinta;
  • endometriosi: si tratta di una patologia causata dalla crescita dell’endometrio al di fuori dell’utero che comporta un dolore invalidante, oltre che irritazione, tessuto cicatriziale e aderenze.

I rimedi a queste condizioni sono svariati: se le problematiche non sono gravi si possono utilizzare lubrificanti o assumere antidolorifici da banco prima di avere un rapporto sessuale; se ciò non basta, allora è necessario rivolgersi al medico per approfondire la situazione.

Dolori al basso ventre dopo il ciclo: cause e rimedi

Avvertire dolore al basso ventre prima delle mestruazioni rientra tra i sintomi della cosiddetta “sindrome premestruale” e, nella maggior parte dei casi, si tratta di una condizione piuttosto normale; lo stesso vale per il dolore al basso ventre durante le mestruazioni anche se, una volta che il flusso si “sblocca”, si tende a trovare sollievo.

Il discorso cambia quando il dolore al basso ventre si manifesta a seguito delle mestruazioni, quindi quando il flusso è terminato e devono passare diversi giorni prima dell’ovulazione; in questi casi il dolore può essere momentaneo o scaturire da una patologia sottostante, come:

  • endometriosi: può causare dolore al basso ventre dopo il ciclo, così come crampi molto dolorosi prima e durante le mestruazioni. A questi si possono associare anche infiammazione e dolore pelvico, coinvolgendo anche la schiena. L’endometriosi è trattabile con farmaci, terapia ormonale e, nei casi più gravi, con la chirurgia;
  • adenomiosi: consiste in una crescita anomala dell’endometrio che, anziché crescere nel rivestimento uterino, si sviluppa nella parete muscolare dell’utero innescando una reazione infiammatoria cronica. Si può trattare con i farmaci e, nei casi più gravi, con un’isterectomia;
  • malattia infiammatoria pelvica: è causata da un’infezione batterica a carico degli organi riproduttivi femminili, cioè vagina, utero, ovaie e tube di Falloppio. La patologia viene trattata con antibiotici e astensione dall’attività sessuale;
  • fibromi uterini: provocano dolore in base alla loro grandezza, al loro numero e alla loro posizione. Solitamente vengono trattati con farmaci per il dolore e, nei casi più gravi, con la chirurgia per la rimozione;
  • cisti ovariche: possono provocare, oltre il dolore al basso ventre, anche sanguinamenti vaginali dopo le mestruazioni. Se non scompaiono spontaneamente si può intervenire con una terapia ormonale o con la chirurgia;
  • stenosi del canale cervicale: si manifesta con una chiusura, parziale o totale, della cervice uterina, il che può ostacolare il normale flusso mestruale e causare dolori al basso ventre dopo il ciclo;
  • infezione urinaria: può peggiorare durante le mestruazioni e causare dolore al basso ventre. Per porre rimedio è necessario assumere specifici antibiotici previa urinocoltura associati a probiotici per il ripristino della flora batterica.

Dolori al basso ventre e perdite bianche prima del ciclo

La sindrome premestruale, della quale si è parlato precedentemente, interessa circa il 50% della popolazione femminile in età fertile. Comporta un gran numero di sintomi, che variano da persona a persona:

  • gonfiore/dolore al seno;
  • aumento di peso per via della ritenzione idrica;
  • stanchezza;
  • stipsi;
  • gonfiore addominale e agli arti;
  • comparsa di acne su mento e fronte;
  • sbalzi d’umore;
  • ansia;
  • insonnia
  • irritabilità;
  • aumento del senso di fame;
  • tachicardia.

In molti casi, non mancano i dolori al basso ventre, causati principalmente dalla preparazione delle ovaie al rilascio della cellula uovo matura. Più raramente, poi, questi dolori possono essere accompagnati anche da perdite biancastre che, di norma, possono manifestarsi in qualsiasi momento del ciclo e in modo del tutto fisiologico: il collo dell’utero, infatti, produce muco cervicale che cambia le sue caratteristiche in base al livello di estrogeni.

Pur trattandosi di un fenomeno solitamente normale, è bene prestare attenzione ad altri particolari per poter capire se, invece, è il caso di approfondire: se le perdite sono trasparenti e inodori allora corrispondono a semplice secrezioni fisiologiche; se, invece, sono più abbondanti del solito, hanno un colore giallognolo, una consistenza molto densa e un odore sgradevole, allora è opportuno rivolgersi al proprio ginecologo. Elementi di questo tipo potrebbero ricondurre, infatti, alla presenza di un’infezione vaginale, come Candida, Gardnerella o Trichomonas.

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